Tu non potrai più correre

Tu non potrai più correre

Una Ghibellina al TOR DES GÉANTS®, il viaggio di Tatiana Maccherini.

Tatiana è una bella ragazza classe 1977, studentessa lavoratrice che sta conseguendo la Laurea in Scienze Motorie e vive a Foiano della Chiana in provincia d’Arezzo insieme alla sua famiglia: il marito Alessandro e i suoi figli preadolescenti Lapo e Iago.
Se incontri Tatiana per strada vedi una persona indaffarata nel barcamenarsi tra la famiglia, il lavoro come commessa e lo studio; vedi una donna un po’ timida tanto da sembrare a tratti quasi algida, ma dietro al suo sguardo puoi leggere anche molta semplicità e dolcezza, e se guardi bene fino in fondo ai suoi occhi troverai anche una forza e una determinazione capaci di spostare una montagna.
Si perché Tatiana, con il suo modo di fare sereno e quasi soave, quell’atteggiamento che fa sembrare semplice qualunque attività, nasconde dentro di sé un’essenza da campionessa:
nell’ingegnarsi a gestire una vita già impegnativa, Tatiana trova, infatti, anche il tempo e l’energia mentale per allenarsi e dare sfogo alla sua grande passione per il trail running. Passione bruciante che l’ha portata nel giro di una manciata di anni a confrontarsi con le Ultra 100 (maratone in montagna di oltre 100 km), a ottenere risultati sportivi di alto livello, come la partecipazione all’UTMB e nel 2019 a coronare il suo sogno di partecipare al TOR DES GÉANTS®,
facendo tra l’altro faville. Tatiana è arrivata 85esima assoluta e 13esima tra le donne, quinta italiana, chiudendo questa gara di 330 km con 24.000 metri di dislivello positivo in 112 ore.
Il percorso di Tatiana verso il TOR DES GÉANTS®, non è però sempre stato in discesa: per arrivare a partecipare alla madre di tutte le gare di trail, l’impresa epica per eccellenza, ha dovuto superare difficoltà così aspre che avrebbero fatto desistere la maggior parte delle persone.
Nel 2018, dopo aver ottenuto il sorteggio per partecipare al TOR DES GÉANTS®, Tatiana ha sofferto di una grave insufficienza renale che l’ha portata ad un ricovero d’urgenza in terapia intensiva e a una prognosi devastante: “Tu non potrai mai più correre, forse riuscirai a fare una passeggiata ogni tanto”.
Quello che ha provato Tatiana di fronte al suo sogno che si sgretola lo può sapere solo lei e tutte quelle persone che hanno vista la loro vita così come la conoscevano svanire da un momento all’altro. Anni di allenamenti buttati al vento, chilometri solcati inutilmente e litri di sudore versati per sentirsi dire che non funzioni più e devi accettare di rottamare le tue aspirazioni. Ma è nel momento più buio che i forti tengono ostinatamente accesa la fiaccola della speranza: dopo una profonda riflessione Tatiana ha capito che la situazione che si era creata derivava anche da una sua scorretta gestione della logistica della gara, dovuta ad una sua leggerezza nelle pratiche nutrizionali e d’idratazione, e ha deciso assumendosi le responsabilità di ciò che poteva succedere e di ricominciare ad allenarsi.
Lo ha fatto in modo diverso e con più consapevolezza, affrontando mesi di frustrazioni, in cui il suo corpo non rispondeva, ritornando a casa in lacrime, ricominciando ad affrontare le prime gare con la paura che potesse andare storto qualche cosa, ascoltando ogni piccolo dolore che la sua schiena le infliggeva, imparando a conoscere una nuova Tatiana e ad affrontare i timori.
In circa un anno e mezzo da quella catastrofica diagnosi, Tatiana ha fatto davvero molta strada, fino ad essere sorteggiata nuovamente per il TOR e affrontarlo a settembre 2019, sempre con quella suo mentalità secondo la quale anche lo sforzo più mostruoso sembra lieve.
Gli eroi non sempre li riconosci a prima vista, devi andare più a fondo nelle pieghe della normalità e dietro ad una foto di una bella ragazza che all’alba corre sui prati, scopri un’atleta che ha sputato sangue per arrivare dov’è arrivata e che soprattutto non ha mai mollato, nemmeno nel momento più nero.
Tatiana Maccherini nei pressi del Rifugio Sella, un centinaio di Km dalla partenza del TOR DES GÉANTS®, 10.000 metri di dislivello compiuti, e 18 mesi di lotta per arrivare lì e molto oltre.

 

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