Humans of NBS: Renato Menci

Humans of NBS: Renato Menci

C’è chi il trail running lo pratica e chi ne ha fatto la storia.
Parliamo oggi con uno dei protagonisti storici di questa disciplina, una delle voci considerate maggiormente autorevoli in Italia: Renato Menci.

Continua la nostra rubrica Humans of NBS, qui la storia precedente


Oltre ad essere il “papà” della Ronda Ghibellina Trail, chi è Renato Menci? 

Sono nato 64 anni fa, sin da ragazzo ho sempre cercato di fare delle cose e degli sport particolari.

Ho iniziato dal pallone giocando a calcio, con una breve parentesi nel pugilato, poi verso i 35-40 anni, ho iniziato ad organizzare eventi sportivi prima su strada, poi ho conosciuto il trail  e me ne sono innamorato.

Ho cominciato ad organizzare la Ronda Ghibellina, e altri eventi con sport di lunga gittata, quindi ultramaratone e ultra trail.


Qual è la tua storia come ultra maratoneta e ultra trailer?

 

La mia storia di podista comincia verso i 40anni: mi sono reso conto che se continuavo a fumare 40 sigarette al giorno, bere mezza bottiglia di whisky ogni due giorni e fare una vita molto sregolata, la pensione non me la sarei goduta. 

Mi sono detto “ricominciamo a fare un po’ di sport”, mi sono iscritto alla 100 km del Passatore con l’idea di togliere la ruggine: non sono morto ma ci sono andato solo vicino.

Ho cominciato ad allenarmi più seriamente, ho smesso di fumare, ho perso qualche kg e sono sono partito con le maratone.

Ho sempre preferito le distanze lunghe, mi sono iscritto a tutte le gare del panorama italico di corse di lunga distanza su strada.

Negli anni 2000 ho conosciuto il trail e dopo la prima gara (il Tour du Mont Blanc) mi sono dato all’Ultra Trail. Ho partecipato a gare sempre di chilometraggio superiore ai 40 km, mi sono divertito!

    

Come vedi il futuro del Trail?

 

Il Trail è nato in America da una filosofia semplice che tuttora conservano. Invece noi europei l’abbiamo penalizzato trasformando le corse di Trail in vere e proprie in arrampicate, stiamo vedendo delle gare sempre più estreme, dove rischi di farti parecchio male.

Il Trail di oggi non è più una corsa, una disciplina derivante dall’atletica leggera, ma sta diventando sempre più una specialità dell’alpinismo.

A mio parere si dovrebbe tornare alle origini del Trail e alla filosofia da dove è nato.