Catabolismo Proteico…E Nutrizione!

Catabolismo Proteico…E Nutrizione!

LA CILIEGINA SULLA TORTA VOL. II

Intervista alla Dott.ssa Chiara Veronese Biologa Nutrizionista, esperta nell’alimentazione sportiva

 

L’incubo di ogni appassionato di Endurance…il Catabolismo Proteico, pur essendo un normale processo biologico dell’organismo, per chi fa sport soprattutto di resistenza, può diventare causa di diversi problemi e disturbi che alterano non solo la prestazione ma lo stato di salute complessivo.

Lo strumento con cui agire positivamente per impedire l’insorgenza del fenomeno, o gestirlo nel caso in cui si sia già presentato, è l’alimentazione: facciamo quindi due chiacchiere con il nostro esperto per capire meglio di cosa stiamo parlando e per assicurarsi qualche consiglio utile per evitarlo!

 

NBS: Ciao Chiara bentornata tra noi! Vuoi spiegarci che cosa è il catabolismo e che cosa è la sua antitesi, ovvero l’anabolismo? 

 

CHIARA: Buongiorno a tutti e grazie per l’accoglienza! Alla base di tutto è importante capire che Catabolismo e Anabolismo sono due processi fisiologici, nel catabolismo vengono scisse molecole grandi in piccole dando energia all’organismo, nell’anabolismo invece si passa da molecole più piccole a molecole grandi, come la formazione di glucosio, acidi grassi e proteine. In sintesi potremmo dire che il catabolismo da energia al corpo l’anabolismo la ruba.

 

Al catabolismo viene però data spesso un’accezione negativa, riferendosi però in via più specifica al catabolismo proteico. Chi fa endurance, ultra trail etc, usa due substrati energetici, i carboidrati e gli acidi grassi, quando nell’esecuzione di un’attività di lunga durata vengono lasciati da parte i carboidrati ed entrano in gioco gli acidi grassi, se l’atleta non ha un’alimentazione abbastanza ricca di questi elementi, o come spesso succede ha una composizione corporea con poca massa grassa, i grandi maratoneti arrivano ad averne un 4/5%, queste condizioni possono portare ad un’insufficienza di substrato energetico da utilizzare, di conseguenza l’organismo è costretto ad andare a prendere energia dal catabolismo proteico.

 

Calcola che solo il 6% dell’energia totale può essere presa dalle proteine e non è la strada preferenziale che l’organismo sceglie: se ciò avviene è infatti il caso di mettersi in guardia anche perché rischiamo di andare a ridurre il muscolo con tutta una serie di effetti a livello metabolico molto negativi.

 

NBS: Facciamo un po’ di ordine, allenamento cardio e pesistica: quando l’uno e l’altro provocano l’attivazione dei processi del catabolismo proteico e perché?

 

CHIARA: Un allenamento di tipo cardio, soprattutto se di lunga durata, ha l’effetto di fare produrre all’organismo cortisolo, ma il problema non è il cortisolo in sé per sé quanto un rapporto non equilibrato con il testosterone. Gli allenamenti di pesistica fanno produrre all’organismo anche testosterone, quindi è difficile che il rapporto si squilibri e finché il rapporto è buono non ci sono problemi. 

 

Tra l’altro uno dei motivi di alti valori di cortisolo nel sangue è l’ipoglicemia, quindi un atleta che mangia poco, pochi carboidrati e grassi, che non produce testosterone si introduce ad un catabolismo proteico come via metabolica per la sintesi del glicogeno.

 

I sintomi che possiamo riscontrare di un catabolismo proteico sono stanchezza, affaticamento ed anche una forma di depressione e perdita della motivazione…non riusciamo a fare quello che facevamo serenamente fino al giorno prima, sia in termini di prestazione che di durata.

 

NBS: se ci si rende conto di avere sviluppato i sintomi di un catabolismo proteico, che cosa si deve fare?

 

CHIARA: riconsiderare la propria alimentazione, partendo dal presupposto che non è un’alimentazione proteica quello di cui abbiamo bisogno, non sono le proteine alla base del metabolismo di uno sportivo ma carboidrati e acidi grassi. È difficile farlo da sé ovviamente, infatti consiglio sempre di rivolgersi ad un professionista che ha come scopo quello di educare lo sportivo all’alimentazione giusta. Ad esempio uno degli errori che fanno i più è quello di allenarsi digiuni la mattina: era una pratica adottata dai maratoneti per adattare l’organismo a prendere energia dagli acidi grassi, ma io la sconsiglio sempre! Dobbiamo mettere benzina nel nostro organismo per fare in modo che il viaggio sia sicuro e lungo!